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Beni (e mali) relazionali
Se pensate che i soldi non vi facciano felici, è perchè non sapete come spenderli, recitava una pubblicità sfacciatamente edonistica. Oppure perchè inseguite dei modelli sempre più elevati, perchè siete continuamente a fare confronti, a cercare di avere qualcosa in più degli altri. Eppure, nell'economia della felicità c'è una sola risorsa che davvero scarseggia: un bene che è un'anti-merce (perchè non ha mercato) ma che ha un valore (perchè soddisfa un bisogno), anche se non ha un prezzo (perchè è gratuito). Si tratta dei beni relazionali in cui è proprio la relazione a costituire il valore del bene. Nascono da rapporti interpersonali, da incontri in cui l'identità e la volontà delle parti coinvolte sono essenziali. Nell'amicizia, tipico bene relazionale, lo dimostra il fatto che non si può essere amici unilateralmente. Così come un amico non vale un altro. Proprio perchè sono strettamente vincolati e dipendenti dalla motivazione e dalla reciprocità, i beni relazionali vengono definiti dalla filosofa Martha Nussbaum dei beni "fragili". Ma a differenza delle altre risorse tradizionali che si consumano con l'uso, questo capitale sociale più lo si usa più aumenta.
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