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Negli altri la svolta felice

In sostanza, anche se con delle impostazioni diverse, la conclusione è la stessa: bisogna investire negli altri. Felicità è partecipazione. Sia essa mobilitazione politica, attivismo nelle reti sociali, volontariato o comunità di quartiere, famiglia o social networking della Rete. E' proprio sui rapporti interpersonali e indirettamente sulla rivalutazione del dono, della gratuità, della fiducia, che si fonda il modello dell'economia della felicità improntato sul precetto dell'imperatore romano Marco Aurelio: "Siamo nati gli uni per gli altri".

L'anello mancante nel rapporto tra reddito e felicità starebbe proprio nei beni relazionali. Com'è allora che l'uomo occidentale sbaglia sistematicamente i suoi calcoli sulla felicità? Lavora troppo e non ha più tempo nè energie per coltivare i rapporti con gli altri. Oppure non si accorge che moltissimi beni di consumo sono contrabbandati come beni relazionali sostitutivi. Per esempio, le soap, i reality e i talk show, format televisivi dominanti, offrono un simulacro di rapporti umani veri e propri. Per moltissimi telespettatori i protagonisti del piccolo schermo rappresentano i loro soli amici.


(15/09/2006)

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