A Liunfen (Cina, 3.000.000 di abitanti) spetta la palma di 'città più inquinata del pianeta': posta al centro di un ciclopico complesso industriale, si riversano sulle sue strade i residui della combustione di circa 50.000.000 di tonnellate di carbone all'anno. Sui suoi marciapiedi lo strato di polvere nera è tale che vi si imprimono le impronte delle suole.
La Cina, si sa, è avviata a fregiarsi di tutti i primati planetari, compresi quelli negativi: nel 2009 si prevede che supererà gli USA per quantità di gas serra emessi. Inquinamento fluviale, scioglimento dei ghiacci himalayani e desertificazione mettono a rischio 400.000.000 di persone. Eppure il gigante asiatico è ancora un dilettante in confronto alle performances dei paesi occidentali: annualmente un cinese è responsabile della produzione di 3,5 tonnellate di biossido di carbonio, contro i 9,6 d'un suddito britannico e i 20 d'uno statunitense. I top-polluters abitano ancora il Nord-Ovest del mondo.
Dalla lista delle città più inquinate non può mancare Chernobyl, che ancora sconta le pesanti conseguenze dello scoppio del reattore n.4, nell'ormai lontano 1986.
Meno nota è la città Kirghiza di Mailuu-Suu, un tempo sede di uno stabilimento di uranio dell'ex Unione Sovietica, e oggi divenuta un'immensa discarica di scorie radioattive: oltre 1.000.000 metri cubi di materiale radioattivo sono stoccati in quest'area. 23mila persone rischiano la vita nell'immediato ma, in prospettiva, il numero di vittime tra la popolazione nel caso di incidente o fuoriuscita di radiazioni è incalcolabile.
L'elenco delle città infernali, secondo il Blacksmith Institute (istituzione no-profit fondata e diretta da Richard Fuller), prosegue con nomi oggi tristemente noti di città trasformate in vere e proprie discariche di veleni:
Haina (Repubblica Dominicana), Ranipet (India), La Oroya (Peru), Dzerzinsk (Russia), Rudnaya Pristan (Russia), Kabwe (Zambia).
La maggior parte di queste non sono minacciate da polveri sottili, emissioni di Co2 e residui di combustione ma da ben più subdole sostanze, quali i metalli pesanti rilasciati nell'ambiente dalle lavorazioni industriali e dalle miniere: primo fra tutti il piombo, seguito da cadmio, mercurio, zinco, stronzio e arsenico.
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